Acri - Pubblicato il 31° Rapporto annuale sulle Fondazioni di origine bancaria umbre sui dati aggregati dai bilanci 2025. Crescono patrimonio, fondi di stabilizzazione ed erogazioni.

Roma, 21 luglio 2026 – Il Consiglio di Acri ha approvato il Trentunesimo Rapporto annuale, che presenta i dati aggregati dai bilanci 2025 delle Fondazioni di origine bancaria. Il documento è scaricabile dal sito www.acri.it/rapporto_annuale

Questi i dati principali contenuti nel Rapporto, riferiti al complesso dei bilanci 2025 delle 84 Fondazioni di origine bancaria italiane:

▪ attività erogativa 1.424,5 milioni di euro (+30,4% rispetto al 2024), miglior risultato degli ultimi 17 anni;

▪ erogazioni destinate al welfare 421,6 milioni di euro (29,6% del totale);

▪ iniziative finanziate 26.063;

▪ importo medio 54.656 euro;

▪ fondo di stabilizzazione delle erogazioni quasi 2,9 miliardi di euro;

▪ patrimonio contabile complessivo 43,7 miliardi di euro (+2,8% rispetto al 2024);

▪ proventi complessivi 3.273,3 milioni di euro (+12,5%);

▪ redditività lorda del patrimonio 7,5% (era il 6,8% nel 2024);

▪ avanzo di esercizio 2.392,6 milioni di euro (+14%).

«Il trentunesimo Rapporto annuale conferma la solidità del sistema delle Fondazioni di origine bancaria – ha dichiarato Giovanni Azzone, presidente di Acri –. L’attenta e lungimirante gestione dei patrimoni, insieme alla prudente diversificazione degli investimenti, continua a garantire risultati positivi, che si traducono in maggiori risorse per sostenere progettualità sui territori, accompagnare le comunità e sperimentare soluzioni innovative. Il risultato particolarmente significativo dell’attività erogativa testimonia la capacità delle Fondazioni di trasformare la gestione dei patrimoni in interventi concreti per le comunità. L’addendum al Protocollo Acri-Mef si inserisce in questo percorso di consolidamento: conferma il valore della diversificazione, introduce criteri più flessibili per tenere conto dell’evoluzione degli investimenti e delle specificità delle Fondazioni e apre alla possibilità di una maggiore durata dei mandati di governance, favorendo continuità di visione e programmazione strategica di lungo periodo».

Il Rapporto annuale delle Fondazioni, curato da Acri, contiene al suo interno anche due contributi esterni: “L’asset allocation delle Fondazioni di origine bancaria”, a cura di MondoInstitutional, e “Vent’anni di Fondazione Con il Sud: dalla filantropia strategica all’imprenditorialità istituzionale” a cura di Francesco Izzo, docente di Economia e gestione delle imprese all’Università Federico II di Napoli.

 

ATTIVITÀ ISTITUZIONALE

L’attività erogativa delle Fondazioni di origine bancaria nel 2025 è stata pari a 1.424,5 milioni di euro (+30% rispetto al 2024); si tratta del miglior risultato degli ultimi 17 anni. Il numero delle iniziative finanziate nel 2025 è stato 26.063 (22.299 nel 2024), con un importo medio di 54.655 euro (49.002 euro nel 2024).

In linea con gli esercizi precedenti, le erogazioni annuali sono pari all’83% del totale, anche se quelle pluriennali (17%) raddoppiano rispetto all’esercizio precedente, indice di una maggiore propensione a favore di interventi di più ampio respiro.

Quanto all’importo della singola iniziativa, in linea con il quadro rilevato negli anni precedenti, le erogazioni annuali di importo superiore a 500mila euro assorbono il 52,2% del totale erogato, quelle tra 100 e 500mila il 21,5%, quelle tra 5 e 100mila il 23,3%, mentre quelle fino a 5mila euro assorbono l’1,9% del totale. Quest’ultimo dato, per quanto marginale, evidenzia l’attenzione delle Fondazioni anche alle piccole iniziative del Terzo settore, che sono comunque in grado di concorrere in modo non trascurabile all’animazione e al benessere delle comunità di riferimento.

Quanto alle organizzazioni beneficiarie dei contributi: il 75,6% delle risorse erogate è destinato a soggetti privati senza scopo di lucro, il 24,4% va a soggetti pubblici. Dieci anni fa erano rispettivamente il 68,4% e il 31,6%. A conferma che il Terzo settore è ormai diventato il partner privilegiato con cui interagiscono le Fondazioni.

In merito alla distribuzione percentuale delle erogazioni in relazione all’origine si rileva che circa i 2/3 sono assegnati dalle Fondazioni su obiettivi prefissati (27,7% tramite bando, 43,2% progetti propri), solo il 29,1% è in risposta a progetti presentati da terzi. Dieci anni fa questa ripartizione era specularmente opposta e le erogazioni su progetti di terzi erano quasi il 60%. Questo dato evidenzia una tendenza delle Fondazioni a individuare precise strategie di intervento, selezionando lo strumento più adeguato (progetto proprio, bando, sostegno a richieste).

È significativo, inoltre, osservare come nel 2025 quasi la metà delle erogazioni delle Fondazioni (46,2%) sia avvenuta in forma di cofinanziamento con altri soggetti. Un dato in costante, graduale crescita: dieci anni fa la quota si attestava al 30%. Si conferma così una tendenza sempre più marcata: le Fondazioni non solo come enti erogatori, ma come catalizzatori di risorse, capaci di attivare partnership e generare un effetto leva a beneficio dei territori.

Quanto alla distribuzione geografica delle erogazioni, le Fondazioni destinano in via prevalente le risorse al proprio territorio di riferimento: nel 2025 il 76,6% degli importi è rivolto alla regione in cui hanno sede. A fianco di questa vocazione territoriale, nel corso dell’ultimo decennio si è rafforzata la quota di erogazioni destinata a iniziative sovraregionali o di carattere nazionale, che nel 2025 si attesta al 23,4%, quasi il doppio rispetto a dieci anni fa. È un dato che conferma la capacità del sistema delle Fondazioni di affiancare al radicamento locale un approccio di solidarietà nazionale.

Per quanto riguarda la distribuzione delle erogazioni per settore di intervento, nel 2025 si confermano i sette settori da sempre prioritari. Esaminando più dettagliatamente gli importi deliberati in ciascun settore, Arte, Attività e Beni culturali assorbe la quota più alta delle risorse, 299,2 milioni di euro (il 21% delle erogazioni totali). Seguono: Educazione, Istruzione e Formazione a cui vanno 252,3 milioni (17,7%); Volontariato, Filantropia e Beneficenza, a cui sono stati destinati 242,9 milioni di euro (17,1% del totale); Sviluppo locale con 219,6 milioni di euro (15,4%); Ricerca e Sviluppo con un importo di 145,9 milioni di euro (10,2%); Assistenza sociale con 110,2 milioni di euro (7,7%); Salute pubblica con 64,5 milioni di euro (il 4,5% del totale). I restanti settori, che insieme rappresentano il 5,1% sul totale degli importi erogati, ricevono complessivamente 73,2 milioni di euro.

A questi settori di intervento si aggiungono due linee di intervento “intersettoriali”, che non vengono considerate nella precedente graduatoria, e che necessitano di una riflessione differenziata: il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, che pesa lo 0,3% sul totale delle erogazioni, e il Fondo per la Repubblica Digitale, che pesa lo 0,9% sul totale delle erogazioni.

Alla fine del 2025, in dieci anni di attività, al Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile le Fondazioni hanno accreditato complessivamente circa 799 milioni di euro. Tramite l’impresa sociale Con i Bambini, soggetto attuatore individuato da Acri e partecipato al 100% da Fondazione Con il Sud, il Fondo ha assegnato contributi per circa 524 milioni di euro, ha sostenuto 828 iniziative, coinvolgendo oltre 10.100 tra organizzazioni pubbliche e private, raggiungendo più di 660.000 minori svantaggiati in tutto il Paese.

Nel corso del 2025, inoltre, è proseguita l’attività del Fondo per la Repubblica Digitale, destinato a selezionare e finanziare progetti innovativi in grado di intercettare i bisogni di competenze digitali e di creare un concreto miglioramento delle condizioni lavorative delle persone coinvolte. Il Fondo è alimentato da parte delle Fondazioni di origine bancaria, assistite da un apposito credito d’imposta. Dall’avvio, sino al dicembre 2025, le Fondazioni hanno versato al Fondo oltre 203,9 milioni di euro. Nello stesso periodo l’omonima Impresa sociale – creata e interamente partecipata da Acri – ha pubblicato, a valere sulle risorse del Fondo, 7 bandi (di cui 2 ancora in corso alla fine dell’anno) e selezionato oltre 150 progettualità per complessivi 75,2 milioni di euro, che saranno destinati a formare circa 162.000 beneficiari.

Analizzando la graduatoria dei settori, si ricava che nel 2025 il welfare – che raccoglie i settori Volontariato, Assistenza sociale, Salute pubblica e Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile – ha ricevuto in totale 421,6 milioni: il 29,6% del totale delle erogazioni.

Nel 2025 sono proseguite le partnership di sistema, ovvero quei progetti a valenza nazionale, promossi in ambito Acri e realizzati in partenariati di gruppi di Fondazioni. Tra questi, oltre ai due Fondi citati, ci sono: Fondazione Con il Sud, per promuovere l’attivazione della società civile del Mezzogiorno, Progetto Migranti, che sostiene l’azione di organizzazioni del Terzo settore e Ong che si occupano delle criticità connesse alle migrazioni, Per Aspera ad Astra, che attiva percorsi di formazione ai mestieri del teatro negli istituti di pena, R’Accolte, dedicato alla promozione del patrimonio di quasi 16mila opere delle collezioni artistiche delle Fondazioni, Conoscere la Borsa, iniziativa di educazione finanziaria nelle scuole, e il neonato Paesaggio che vai, per promuovere la valorizzazione dei cammini.

 

PATRIMONIO E GESTIONE ECONOMICA

Dal Trentunesimo Rapporto annuale emerge che, al 31 dicembre 2025, le Fondazioni di origine bancaria detengono un patrimonio contabile di 43.723 milioni di euro, pari all’82,4% del passivo di bilancio, in aumento di circa 1.204 milioni di euro (+2,8%) rispetto al 2024.

L’attivo delle Fondazioni ammonta a poco più di 53,1 miliardi di euro, in crescita (+4,4%) rispetto a fine 2024 (era pari a 50,8 miliardi). La struttura generale delle attività è analoga a quella degli anni precedenti: le attività materiali incidono per il 4,3% e le attività finanziarie (includendo i crediti finanziari e le disponibilità liquide) per il 95,6% sul totale attivo, dati che ricalcano quelli del 2024. Anche il totale delle attività finanziarie cresce di 2.404,7 milioni di euro, attestandosi, fra immobilizzate e non immobilizzate, a 48,8 miliardi di euro, rispetto ai 46,4 miliardi del 2024.

Gli investimenti correlati alla missione (MRI), sulla base dell’ultima rilevazione disponibile, riferita ai bilanci 2024, si attestano complessivamente a 5.156 milioni di euro, rappresentando circa il 10,14% del totale attivo e il 12,12% del patrimonio (incidenze in lievissima crescita rispetto al 2023). Lo Sviluppo locale resta il settore in cui le Fondazioni canalizzano la maggior parte delle risorse, incidendo per circa il 79% sul totale degli investimenti.

Dal punto di vista economico, l’esercizio 2025 ha registrato una crescita generalizzata dei proventi, il cui totale si attesta a 3.273,3 milioni di euro, il 12,5% in più rispetto al 2024.

Dall’esame delle tipologie di ricavo, si rileva che, nel 2025, i dividendi sono pari a 2.522,8 milioni di euro (+16,6% rispetto al 2024): di cui 1.636,9 milioni da partecipazioni bancarie (50% sul totale dei proventi) e 885,9 milioni da partecipazioni non bancarie (27,1% sul totale dei proventi). Seguono: gestione investimenti finanziari (603,8 milioni), gestioni patrimoniali (65,6 milioni di euro), altri proventi ordinari di natura non finanziaria e straordinari (81 milioni).

L’evoluzione del processo di dismissioni delle partecipazioni nelle banche conferitarie, iniziato nei primi anni ‘90, quando le Fondazioni detenevano la totalità del pacchetto azionario delle banche partecipate, ha portato, a dicembre 2025, alla situazione per cui l’84,5% delle Fondazioni ha una partecipazione inferiore al 5% (40 non detengono più alcuna partecipazione, 31 hanno una partecipazione inferiore al 5%). Solo 9 Fondazioni hanno una partecipazione tra il 5 e il 50%, 4 hanno una partecipazione superiore al 50% (nel rispetto della normativa, che prevede una deroga in tema di controllo a favore delle Fondazioni di piccola dimensione e di quelle con sede nelle regioni a statuto speciale).

La redditività lorda del patrimonio delle Fondazioni per il 2025 è in crescita rispetto al 2024 e si attesta al 7,5% (era 6,8%). Se si considera l’andamento della redditività del patrimonio e delle sue componenti principali su un orizzonte temporale di lungo periodo (2000-2025), appare evidente l’impatto delle varie crisi finanziarie che si sono succedute e come finora le Fondazioni siano riuscite a farvi fronte. La redditività lorda media ponderata del patrimonio in questo lungo arco temporale è stata pari al 4,9% medio annuo, che risulta particolarmente significativa, soprattutto se la si confronta con altri indicatori di riferimento nazionali e globali.

Per quanto riguarda gli oneri di gestione, nel 2025 si attestano su 256,9 milioni di euro (erano 270,7 milioni nel 2024).

L’avanzo di esercizio relativo al 2025 è stato pari a 2.392,6 milioni di euro, corrispondente al 5,5% del patrimonio medio di periodo, segnando una crescita del 14% rispetto al 2024; la sua incidenza sul totale dei proventi sale al 73,1% (era 72,1% nel 2024).

Relativamente alle destinazioni dell’avanzo di esercizio, il 67,6% è stato destinato all’attività istituzionale (1.616,2 milioni di euro rispetto ai 1.439,6 milioni di euro dell’esercizio precedente); il 32,4% (776,4 milioni) è andato in accantonamento alle riserve patrimoniali.

Anche nel 2025, dunque, l’Attività istituzionale è stata condotta in parallelo a quella di tutela del patrimonio, perseguita tramite un’accorta gestione degli investimenti e una misurata politica di accantonamenti, nei limiti consentiti dal flusso dei proventi, dalle disposizioni vigenti e nel rispetto degli obblighi di erogazione e di presidio patrimoniale. La strategia erogativa ormai consolidata presso le Fondazioni prevede di utilizzare, in un’ottica anticiclica, il “cuscinetto” rappresentato dal Fondo di stabilizzazione delle erogazioni, che viene alimentato nei periodi di più alto reddito e utilizzato in quelli in cui i redditi si riducono. A fine 2025, tale Fondo ha raggiunto l’importo di quasi 2,9 miliardi di euro che, considerate le erogazioni annuali nell’ultimo decennio, corrisponderebbero a circa 2,8 annualità di attività istituzionale garantita.

Per quanto riguarda l’aspetto tributario, sommando imposte a bilancio e alla fonte, il carico fiscale per le Fondazioni nel 2025 ha raggiunto la ragguardevole cifra di 444 milioni di euro, di gran lunga superiore al primo settore di intervento per contributi erogati (Arte, Attività e Beni culturali).

 

STRUTTURA OPERATIVA

A fine 2025 gli occupati nelle Fondazioni erano 1.114, con una spesa complessiva di 89,1 milioni di euro. Il 93% delle risorse umane delle Fondazioni è costituito da personale in organico, impiegato a tempo pieno nell’80% dei casi. Riguardo alla presenza di genere, il personale femminile si attesta al 62% del totale degli occupati. Anche nel 2025, l’alto grado di scolarizzazione del personale viene confermato: il 75% degli occupati è laureato.

Il Rapporto è scaricabile dal sito Acri al link: https://www.acri.it/rapporto_annuale


Classica d'Estate: il concerto a Palazzo Trinci

Si è tenuto ieri sera nel cortile di Palazzo Trinci “Classica d’Estate”, promosso da Amici Della Musica Foligno con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno. Nel corso della serata si sono esibiti il Quartetto Rilke e Marco Scolastra, regalando al pubblico un’esperienza musicale di grande qualità in uno dei luoghi più suggestivi del centro storico cittadino. Nel suo saluto istituzionale, la Presidente dell’Ente di Palazzo Cattani Monica Sassi ha sottolineato come la scelta di valorizzare giovani interpreti, già protagonisti anche della passata edizione, confermi l’attenzione della Fondazione verso le nuove generazioni. Un impegno che si traduce anche nel supporto a percorsi culturali capaci di offrire ai giovani talenti concrete occasioni di crescita e di espressione.


“Classica d’Estate”: la Fondazione Carifol al fianco della cultura e della crescita della comunità

La Fondazione Carifol rinnova il proprio sostegno alle iniziative culturali del territorio finanziando la “Classica d’Estate”, il concerto promosso dall’Ass.ne Amici della Musica di Foligno, appuntamento previsto in stagione concertistica 2026 che arricchisce il calendario estivo cittadino con una proposta artistica di elevato valore.

Per la Presidente, Monica Sassi: “La musica classica rappresenta una delle più alte espressioni della cultura europea e continua ancora oggi a trasmettere valori universali capaci di parlare a tutte le generazioni. Sostenere eventi come questo significa investire nella crescita delle persone, nella formazione della sensibilità, nella capacità di riconoscere e apprezzare la bellezza come elemento essenziale della vita individuale e collettiva.

La Fondazione Carifol considerando la cultura un fondamentale fattore di sviluppo sociale e civile, vuole contribuire a rafforzare il senso di appartenenza delle comunità, favorire l’inclusione e stimolare la partecipazione.

“Classica d’Estate” rappresenta per la Fondazione un prezioso appuntamento, un dono alla città di Foligno e a tutti coloro che, durante il periodo estivo, desiderano vivere un’esperienza di elevato valore artistico e umano. È anche un esempio concreto di come la collaborazione tra realtà associative, enti e soggetti del territorio possa generare opportunità capaci di arricchire la vita culturale della comunità.

La Fondazione Carifol esprime il proprio ringraziamento all’Ass.ne Amici della Musica di Foligno per la passione, la competenza e la dedizione con cui promuovono da anni la diffusione della cultura musicale, contribuendo in modo significativo alla crescita culturale del territorio.

Nel confermare il proprio impegno a sostegno delle iniziative che valorizzano il patrimonio artistico e culturale locale, la Fondazione auspica, infine, che questo spirito di collaborazione possa continuare a rafforzarsi, nella convinzione che investire nella cultura significhi investire nel futuro delle persone e della comunità.”


Operativo l'acceleratore lineare per la radioterapia intraoperatoria

Grazie a una donazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno è stato aggiornato e reso pienamente operativo l’acceleratore lineare per la radioterapia intraoperatoria dell’Ospedale “San Giovanni Battista” di Foligno. Un intervento che consentirà, in casi selezionati, di completare il trattamento radioterapico direttamente durante l’intervento chirurgico, riducendo i tempi di cura, gli spostamenti delle pazienti e le liste di attesa, con importanti benefici anche sul fronte della sicurezza degli operatori sanitari. L’intervento conferma il valore della collaborazione tra la Fondazione e l’Azienda USL Umbria 2, costruita negli anni con l’obiettivo di sostenere una sanità pubblica sempre più innovativa, efficiente e vicina ai bisogni delle persone. Per l’Ente di Palazzo Cattani, promuovere il benessere della comunità significa anche contribuire a rendere il sistema sanitario territoriale più forte e capace di rispondere alle sfide del presente.


Ospedale di Foligno, pienamente operativo l'acceleratore lineare per la radioterapia intraoperatoria

FOLIGNO – Più efficacia nelle cure, tempi ridotti per le pazienti e massima sicurezza per gli operatori sanitari. È questo il triplo obiettivo del significativo aggiornamento dell’acceleratore lineare per radioterapia intraoperatoria installato e reso operativo in queste settimane, dopo gli ultimi collaudi coordinati dall’Ingegneria Clinica Aziendale, presso l’Ospedale “San Giovanni Battista” di Foligno.
Il qualificato intervento è stato realizzato grazie a una generosa donazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, consolidando una storica collaborazione con l’Azienda Usl Umbria 2 per potenziare la sanità pubblica e mettere sempre al centro il benessere delle persone.
“La grande innovazione di questo sviluppo tecnologico – spiega la Direzione dell’azienda sanitaria – risiede nella straordinaria semplificazione del percorso di cura per le donne colpite da tumore al seno. In casi selezionati, la metodica consente di somministrare l’intera dose di radioterapia direttamente in sala operatoria, nello stesso momento in cui viene asportato il tumore. Questo significa che le pazienti idonee possono completare il trattamento in una sola giornata, evitando il percorso tradizionale che richiede dalle cinque alle quindici sedute distribuite nell’arco di tre settimane. I vantaggi sono immediati: si azzerano i continui e faticosi viaggi verso i centri di radioterapia, si riduce lo stress psicofisico per le donne e, allo stesso tempo, si liberano posti preziosi riducendo le liste di attesa per chi deve invece seguire le terapie standard. Inoltre – prosegue la Direzione aziendale – questa speciale tecnica offre ottimi risultati e una bassissima tossicità per i tessuti sani anche in altre forme di tumore, come i sarcomi dell’addome. Grazie a questi standard, la Breast Unit di Foligno guidata dal dottor Gianfranco Lolli si conferma un polo di eccellenza regionale, capace di trattare oltre 250 nuovi casi di tumore al seno ogni anno”.
“L’ammodernamento della IORT – aggiunge il dott. Fabrizio Fusconi, dirigente medico Radioterapia Oncologica – si va ad inserire  nel programma generale di potenziamento della radioterapia oncologica cominciato due anni fa con l’entrata in servizio del nuovo acceleratore lineare di ultima generazione che ci permette di eseguire trattamenti, sia per i tumori della mammella che rappresentano la percentuale più alta sia per tutti gli altri tipi di tumore, in linea con gli standard tecnologici e terapeutici più avanzati”.
L’aggiornamento dell’apparecchiatura porta con sé benefici fondamentali anche sul fronte tecnico e della sicurezza, come spiegato dal servizio di Fisica Medica dell’azienda sanitaria. Il nuovo acceleratore, oltre a consentire tempi di trattamento più rapidi, introduce una schermatura interna che limita la diffusione delle radiazioni nell’ambiente durante l’uso, riducendo il rischio radiologico per i medici e gli infermieri presenti in sala operatoria, tutelando la loro salute senza intaccare la precisione della cura.
La dottoressa Monica Sassi, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, sottolinea come l’ente “sia da sempre in prima linea nel sostenere l’ospedale per offrire servizi efficienti ai cittadini”.
“La tutela della salute – dichiara la Presidente – rappresenta uno degli ambiti nei quali la Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno esprime da sempre la propria più convinta attenzione istituzionale. Con questa donazione intendiamo confermare una vicinanza concreta all’Ospedale di Foligno e, più in generale, al sistema sanitario territoriale, nella consapevolezza che investire in tecnologia, qualità dei servizi e capacità di cura significhi investire direttamente nel benessere e nella qualità della vita delle persone”.

 “La Fondazione – aggiunge la dott.ssa Sassi (nella foto) – considera strategica la collaborazione con l’Azienda Usl Umbria 2 e guarda con grande favore al rapporto di dialogo e reciproca fiducia costruito negli anni con la Direzione Generale. Siamo convinti che la capacità di fare sistema tra istituzioni, costituisca un valore aggiunto fondamentale per affrontare le sfide presenti e future della sanità e garantire risposte sempre più efficaci ai bisogni della comunità”.

“Il nostro auspicio – conclude la presidente della Fondazione CARIFOL – è che questo intervento rappresenti non soltanto un contributo materiale, ma anche un ulteriore passo in un percorso condiviso volto a promuovere innovazione, prossimità e qualità dei servizi, mettendo sempre al centro la persona e il bene comune. La Fondazione conferma pertanto la propria disponibilità a proseguire, insieme alla Direzione Generale dell’USL Umbria 2, un’azione sinergica orientata alla crescita del territorio e alla tutela della salute quale valore primario della comunità.”
Rimarcando come questo investimento porti la regione all’avanguardia nelle terapie di precisione, alla presidente e al consiglio di amministrazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno viene espresso il sentito ringraziamento della direzione strategica aziendale e della dott.ssa Orietta Rossi, direttrice del presidio ospedaliero di Foligno che evidenzia “come l’innovazione scientifica e l’umanizzazione delle cure siano i pilastri per garantire una sanità equa e accessibile”.

 


L'inaugurazione della mostra “Guidi – Tancredi. Un nodo invisibile”

È stata inaugurata sabato scorso al CIAC la mostra “Guidi – Tancredi. Un nodo invisibile”, dedicata a due protagonisti dell’arte italiana del Novecento: Virgilio Guidi e Tancredi Parmeggiani. Un progetto espositivo di grande qualità, curato da Giovanni Granzotto e Italo Tomassoni, che conferma l’impegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno nella valorizzazione dell’arte contemporanea e nella costruzione di un’offerta culturale capace di coinvolgere la città e il territorio. Attraverso il CIAC, la Fondazione continua a promuovere occasioni qualificate di conoscenza, incontro e partecipazione, rafforzando il ruolo dei propri luoghi culturali come spazi vivi, aperti e generativi per la comunità. La mostra si inserisce in un percorso portato avanti con continuità, metodo e visione istituzionale, grazie alla sensibilità del Consiglio di Amministrazione e alla volontà di sostenere iniziative capaci di arricchire il panorama culturale del territorio. Un impegno che guarda anche al futuro: accompagnare nuove forme di ricerca, sostenere i giovani artisti e mantenere aperto il dialogo con i linguaggi dell’arte contemporanea.


'Francesco - Il cantico' in scena a Bevagna

Fotogallery dello spettacolo finale dei laboratori artistici del Teatro San Carlo Foligno ‘Francesco – Il cantico’, tenutosi ieri sera a Bevagna nella cornice di Piazza F.Silvestri e realizzato con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno.


Consegnate le borse di studio in collaborazione con Gioventù Musicale Foligno

Venerdì 5 giugno presso l’Auditorium San Domenico si è tenuta la cerimonia di premiazione del concorso annuale a.s. 2025-2026 indetto da Gioventù Musicale Foligno con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno. Il concorso, dedicato quest’anno alla figura del soprano Daniela Dessì nel decennale della sua scomparsa, ha coinvolto studenti dell’ITE Scarpellini e degli Istituti Comprensivi Foligno 1, Foligno 2 e Foligno 4. La commissione esaminatrice presieduta dal prof. Giuseppe Pelli ha selezionato 12 vincitori, ai quali è stata assegnata una borsa di studio del valore di 300 euro ciascuna. Sostenere iniziative che promuovono la cultura, il merito e la crescita delle giovani generazioni rappresenta da sempre uno degli obiettivi della Fondazione, nella convinzione che investire nella formazione dei ragazzi significhi contribuire allo sviluppo culturale e sociale della comunità.


Foto e video della conferenza 'Stratificazioni del sacro'

Fotogallery della conferenza ‘Stratificazioni del Sacro’, tenuta dall’Arch. Guendalina Salimei lo scorso venerdì presso l’Ex chiesa della SS.Annunziata. Sono intervenuti la presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno dott.ssa Monica Sassi, il vice presidente prof. Paolo Verducci e il direttore artistico del CIAC Foligno prof. Italo Tomassoni. Nel corso dell’incontro, l’Arch. Salimei ha approfondito il progetto di riuso e trasformazione dell’ex Chiesa della SS. Trinità in Annunziata da lei firmato, restituendo una nuova identità a uno spazio che continua a custodire e reinterpretare nel tempo la propria memoria simbolica e culturale. L’evento fa parte del ciclo di incontri “Arte al presente”, promosso dall’Ente di Palazzo Cattani.

Questo l’intervento dell’Arch.Salimei:

La stratificazione del sacro indica il fatto che un luogo non perde mai del tutto i significati che ha ospitato: li accumula, li trasforma, li lascia riemergere. Nell’ex Chiesa della SS. Trinità in Annunziata a Foligno questo è particolarmente evidente: edificio settecentesco incompiuto progettato da Carlo Murena, nato su una precedente chiesa, poi soppresso, usato per funzioni pratiche e infine trasformato in spazio museale che ospita la Calamita Cosmica di Gino De Dominicis. Il riuso, nell’antico, non va pensato solo come recupero materiale. Certo, templi, colonne, marmi, altari e spazi venivano riutilizzati per ragioni economiche, ma il punto più interessante è simbolico. Riutilizzare un luogo sacro significava spesso assorbirne l’autorità. Una chiesa costruita su un luogo di culto precedente non cancella semplicemente ciò che c’era prima: lo rilegge, lo domestica, lo ingloba in una nuova narrazione.

In questo senso il riuso progettato da Guendalina Salimei è una forma di continuità nella discontinuità. Cambia il culto, cambia il linguaggio, cambia la funzione, ma resta la percezione che quello spazio sia “carico”: un punto della città dove la memoria collettiva riconosce una densità speciale. L’antico conosce bene questa logica: il nuovo potere non distrugge sempre il vecchio; più spesso lo reinterpreta, perché ciò che è già venerato, frequentato o monumentalizzato possiede una forza che conviene ereditare. L’ex Annunziata di Foligno è un caso moderno ma leggibile con categorie antiche. Da chiesa a contenitore museale, non diventa uno spazio neutro: la presenza della Calamita Cosmica, grande corpo-scheletro disteso, riattiva domande tipicamente sacrali — morte, eternità, misura dell’uomo, rapporto fra corpo e infinito. Il sacro non è più liturgico, ma rimane come tensione simbolica dello spazio.

Il riuso, quindi, non è solo “dare una nuova funzione”. È un atto interpretativo: decide quali tracce conservare, quali silenzi rispettare, quali nuovi significati innestare. Nel mondo antico come oggi, riusare un edificio sacro significa lavorare su una soglia: tra memoria e presente, tra materia e simbolo, tra ciò che è stato consacrato e ciò che può ancora parlare.


La Fondazione

La Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno è un ente di natura privata senza fini di lucro, dotata di piena autonomia statutaria e gestionale, con finalità di interesse generale.

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Corso Cavour, 36 – 06034 Foligno (PG)
Codice Fiscale: 91008000548

Telefono: (+39) 0742 357 035
Email: info@fondazionecarifol.it
PEC: fondazionecarifol@pec.it

Orari di apertura
Martedì e Giovedì, dalle 11:00 alle 13:00
(previo appuntamento)

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