Centro Italiano Arte Contemporanea

Il Centro Italiano Arte Contemporanea, nato per volontà della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, rappresenta il punto d’arrivo di una attenzione diffusa e crescente della Città verso la ricerca artistica contemporanea iniziata negli anni Sessanta con importanti mostre, convegni di estetica, contatti frequenti con protagonisti dell’arte italiana e internazionale e un collezionismo autorevole.

Tale spazio è sorto nel centro storico sulle rovine di un edificio che fu Centrale del latte e poi Ufficio Postale.

Il complesso architettonico è costituito da un parallelepipedo rivestito in corten che conferisce ai volumi esterni il classico colore ruggine del materiale. Privo di finestratura, si sviluppa su tre piani e prende luce da un lucernario centrale posto su pilastri che scandiscono la volumetria degli interni. Lo schema si caratterizza per la sua semplicità e il suo rigore. Protagonisti la luce e lo spazio, l’edificio si colloca tra l’abside medievale della chiesa di S. Francesco e le costruzioni liberty di via del Campanile, determinando, in pieno centro storico, un impatto armonico che unisce l’antico al nuovo con contrasto stimolante.

Le sale espositive sono disposte su due piani. Gli spazi a piano terra sono destinati ad esposizione e a luogo di incontro per eventi culturali, proiezioni, conferenze, gli spazi al piano meno uno sono destinati alla Collezione Permanente di Arte Contemporanea della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno.

Il Centro è contenitore di energie culturali e di informazioni focalizzate sulla creatività. Produce tre-quattro mostre l’anno e promuove attività culturali e laboratori di didattica. L’aggettivazione “italiano” sta ad indicare il luogo di concentrazione e diffusione delle attività museali ma non ne limita il raggio d’azione che anzi svilupperà linee d’attenzione sia nazionali che internazionali. Di particolare rilievo le collaborazioni con importanti istituzioni artistico-culturali quali Fondazione Fotografia Modena, GAMEC di Bergamo, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Fondazione Morra di Napoli e con le istituzioni culturali regionali.


ex Chiesa della SS. Trinità in Annunziata

L’ex Chiesa della SS. Trinità in Annunziata rappresenta il secondo polo museale del CIAC; uno spazio inaugurato nel 2011 e che ospita nella navata il capolavoro di Gino de Dominicis “Calamita Cosmica” acquisito dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno per la sua collezione permanente di arte contemporanea.
Tale spazio è una ex chiesa di rito cattolico romano progettata all’architetto Carlo Murena, allievo prediletto di Luigi Vanvitelli e maestro a sua volta di Giuseppe Piermarini, architetto del Teatro alla Scala di Milano e artefice del volto neoclassico della città di Milano. Realizzata nel periodo dal 1760 al 1765 data quest’ultima, con ogni probabilità, anche della sua consacrazione, è edificata sul sito della preesistente chiesa di Santa Cecilia. La facciata, rimasta incompiuta, testimonia la storia di questa chiesa per cui si erano fatti progetti ambiziosi: una firma prestigiosa per il progetto e le decorazioni in stucco da realizzarsi dal pittore e architetto Domenico Valeri da Jesi.
L’Arch. Murena morì prima di completare l’opera e le suore che gestivano i lavori, decisero di sospendere i lavori per terminarla “a miglior tempo ed allorché si trovassero più comode ancora del denaro’’ e quindi aprirla al culto.
Proviene da questa chiesa la pala dell’Annunziata, di Gaetano Gandolfi, ora nella Chiesa di Sant’Apollinare in Foligno.

L’ex chiesa, dopo anni di inutilizzo (fu sede delle truppe di passaggio, panificio, granaio, silos e infine caserma e autorimessa della Polizia di Stato) fortemente danneggiata a seguito del terremoto del 1997, è stata ceduta dallo Stato al Comune di Foligno.

Nel 2011, dopo una lunga fase di lavori di ristrutturazione curati dalla Regione Umbria e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, è stato possibile recuperare, dopo due secoli di oblio, un monumento importante della storia della città e della storia dell’architettura italiana, salvandolo dalla rovina e acquisendo al patrimonio collettivo una struttura di grande valore architettonico e culturale.

Il restauro della chiesa è stato curato dall’architetto Guendalina Salimei in collaborazione con la Soprintendenza ai monumenti e con gli uffici tecnici del Comune di Foligno.

La particolare conformazione dell’edificio consente di poter ammirare “Calamita Cosmica” sia dal piano terra, dove la scultura è collocata, sia dal secondo piano, da affacci accessibili grazie al corridoio che percorre tutto il perimetro della struttura (praticamente una chiesa nella chiesa). A questo corridoio si aggiunge un passaggio aereo trasversale che attraversa la navata, consentendo di vedere la scultura dall’alto anche frontalmente. La navata di 26 metri è uno scrigno che sembra concepito appositamente per ospitare l’opera di 24 metri, e il cui volume maggiore, il cranio è riuscito ad entrare dalla porta principale con 2 soli centimetri di scarto.

I due grandi vani a pianta ovale, uno su ciascun livello, solo utilizzati per manifestazioni temporanee, conferenze stampa, lezioni ed eventi che contribuiscono ad arricchire le conoscenze e il patrimonio culturale della città.

Il “ponte” che attraversa la navata è tra i pochi elementi aggiunti all’edificio originario, tutti concepiti in modo da legarsi idealmente all’architettura della sede principale del CIAC (Via del Campanile 13, Foligno), in particolare attraverso l’utilizzo del corten, che riveste interamente la superficie esterna del CIAC e torna sulle balaustre e i finimenti strutturali metallurgici della chiesa.


I Casalini medievali

Trattasi di quattro unità immobiliari site in Foligno e comprese tra il vicolo Cantagalli e via del Gonfalone e a ridosso con piazzetta santa Angela da Foligno; i Casalini, già di proprietà della locale Cassa di Risparmio di Foligno, poi confluiti in Intesa Sanpaolo, sono stati definiti come una “testimonianza espressiva di omogeneità insediativa, tipica dell’urbanistica medievale, di interesse storico e artistico per l’intera  città, che conferma la qualità progettuale delle maestranze del passato, dimostrandone l’acquisita tradizione costruttiva locale”.

La Fondazione ne ha acquisito la proprietà nel 2015 e nel “riconsegnare” tale complesso immobiliare alla città non solo ha voluto tutelare e preservare frammenti preziosi della realtà locale, scongiurando altre acquisizioni che avrebbero rischiato di destinarlo ad usi non coerenti con la sua storia, ma ha anche creato i presupposti per incrementare la sua azione in ambito sociale e culturale in un quadro di reale crescita civile.

In particolare, la Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, nell’ambito della sua mission istituzionale, a seguito di lavori di recupero e funzionalizzazione di tale fabbricato, ha messo a disposizione gratuitamente del tessuto associativo locale alcuni locali dei Casalini offrendo anche servizi gratuiti al mondo del Terzo settore per garantire il miglior svolgimento dell’attività di tutte quelle compagini associative che non hanno un’idonea sede e adeguate risorse a disposizione.

Naturalmente la Fondazione si è riservata di destinare gli altri locali dei Casalini per le diverse progettualità in ambito culturale che la Fondazione articolerà all’interno del proprio perimetro operativo.