I busti del Bernini in mostra a Roma
La Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno ha finanziato per intero il restauro dei busti in marmo attribuiti a Gian Lorenzo Bernini, raffiguranti Bartolomeo Roscioli e Diana de Paulo e custoditi presso il Museo Diocesano. Le opere sono oggi esposte a Roma nell’ambito della mostra “Bernini e i Barberini”, inaugurata il 12 febbraio scorso presso Palazzo Barberini e visitabile fino al 14 giugno 2026. Un contesto di rilievo nazionale che inserisce il patrimonio artistico folignate in un circuito museale di alto profilo. Dopo il ritorno del Trittico di Giovanni di Corraduccio, oggi esposto a Palazzo Trinci, e in vista della partecipazione dell’Ente di Palazzo Cattani alla mostra “Giotto e San Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento’ promossa dalla Galleria Nazionale dell’Umbria, questa iniziativa conferma una linea di intervento chiara e riconoscibile. Per la Fondazione significa restituire valore alla comunità e, al tempo stesso, proiettare il territorio in un dialogo culturale più ampio, contribuendo alla crescita e alla reputazione dell’Umbria nel panorama nazionale.

Presentato il Calendario Artistico 2026
Venerdì scorso presso l’ex Chiesa della SS.Annunziata è stato presentato il Calendario Artistico 2026 della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, dedicato quest’anno a “Foligno, Città del Libro.” Il libro, inteso non solo come simbolo, ma come luogo di incontro tra generazioni, idee e comunità. Un tema che richiama una vocazione profonda della nostra città, dalla stampa della Divina Commedia nel 1472 fino alle molteplici espressioni culturali che ancora oggi ne alimentano l’identità. Alla presentazione sono intervenute la Presidente della Fondazione Monica Sassi, la Prof.ssa Rita Marini e il Consigliere Emanuele De Donno, che hanno illustrato il percorso culturale e progettuale alla base del Calendario. L’edizione 2026 si distingue per una veste grafica rinnovata e un format ripensato, con l’obiettivo di offrire non solo un oggetto editoriale, ma un’esperienza capace di accompagnare il lettore lungo tutto l’anno. Con questa iniziativa, la Fondazione rinnova il proprio impegno nel promuovere conoscenza e memoria storica, sostenendo percorsi culturali che rafforzano il senso di appartenenza e la crescita della comunità.
Consegnato a La Locomotiva il nuovo furgone
Questa mattina, presso la sede de La Locomotiva Cooperativa Sociale si è tenuta la cerimonia di consegna del nuovo mezzo di trasporto attrezzato per persone con disabilità, finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno. Il veicolo sarà destinato alle attività educative e riabilitative rivolte a circa 80 ragazzi con disabilità, in particolare con disturbo dello spettro autistico, nei comuni della zona sociale di ambito (Foligno, Spello, Nocera Umbra, Valtopina, Montefalco, Bevagna). Il nuovo mezzo consentirà di facilitare gli spostamenti verso sedi operative e attività sul territorio, rendendo il servizio ancora più accessibile e inclusivo e offrendo ai ragazzi opportunità concrete di crescita e partecipazione alla vita quotidiana. Alla consegna erano presenti la Presidente della Fondazione Monica Sassi e il Segretario Generale Cristiano Antonietti. Per l’Ente di Palazzo Cattani, sostenere iniziative come questa significa tradurre la propria mission in azioni concrete: creare condizioni strutturali e fornire strumenti adeguati affinché nessuno resti escluso e la comunità possa crescere in modo coeso e solidale.
Presentazione del Calendario Artistico 2026 'Foligno Città del Libro', 27 febbraio, Ex Chiesa della SS.Annunziata
Si terrà venerdì 27 febbraio alle ore 17.30 presso l’ex Chiesa della SS.Annunziata la presentazione del Calendario Artistico 2026 della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno. Interverranno la Presidente dell’Ente di Palazzo Cattani Monica Sassi, il Consigliere Emanuele De Donno e la Prof.ssa Rita Fanelli Marini.
Interregnum 16 febbraio – 16 aprile 2026 ex Chiesa della SS.Trinità in Annunziata, Foligno
Foligno. Una nuova esposizione promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno è in arrivo a Foligno, presso l’ex Chiesa della SS. Trinità in Annunziata: si tratta di un’iniziativa che indaga il rapporto tra memoria, potere e rappresentazione, interrogando i meccanismi attraverso cui i regimi politici costruiscono e riproducono un immaginario collettivo del passato. La mostra Interregnum dell’artista Adrian Paci inaugura il 16 febbraio e sarà visitabile fino al 16 aprile 2026. Il progetto espositivo sarà accompagnato da un dialogo tra l’artista e Italo Tomassoni, che attraverserà un ampio corpus di lavori realizzati da Paci. La mostra si concentra in particolare su un’opera video del 2017, fulcro del percorso. Attraverso un montaggio di materiali d’archivio e filmati televisivi ufficiali provenienti da diversi paesi e periodi storici – tra cui Albania, Cina, Corea del Nord, Unione Sovietica e Jugoslavia –, Adrian Paci compone una scenografia transnazionale e trans-storica del lutto, centrata sulle cerimonie funebri dei leader comunisti del Novecento.
Nato a Scutari (Albania) nel 1969, Adrian Paci ha vissuto in prima persona le trasformazioni politiche e sociali seguite alla morte di Enver Hoxha e al collasso del regime comunista albanese. Interregnum si inserisce in questa traiettoria biografica e storica, superando tuttavia la dimensione nazionale per affrontare una riflessione più ampia sui dispositivi della memoria collettiva e sul ruolo dei media nella loro costruzione.
L’opera elimina ogni riferimento diretto ai leader defunti. Bare, corpi e simboli del potere sono assenti, lasciando emergere un unico protagonista: il popolo. Le immagini – risalenti al periodo compreso tra gli anni Venti e gli anni Ottanta –, che attestano le manifestazioni di lutto nazionale alla morte dei capi di stato comunisti che rappresentarono la fine di un’epoca, restituiscono una coralità emotiva fatta di gesti ripetuti e posture codificate, che rivelano la tensione tra esperienza individuale e messa in scena collettiva.
“Interregnum” mette in luce l’uso politico della memoria e il ruolo della tecnica nella selezione, conservazione e trasmissione del passato” come evidenzia Richard Bikett nel suo saggio. Il lavorodialoga con il pensiero di Antonio Gramsci e Bernard Stiegler, evocando l’“interregno” come uno spazio di sospensione e crisi, in cui il vecchio ordine muore senza che il nuovo sia ancora nato, e in cui la memoria diventa un terreno di confronto tra controllo e possibilità di trasformazione.
Scrive Italo Tomassoni in catalogo “Dietro a quei reperti liturgici spinge infatti una energia primordiale e trasfigurante che dà senso alla vita. Questa energia è la memoria. Che non agisce come replica o nostalgia, ma problematizza i giacimenti dell’archeologia individuale del sapere fino a toccare la circolarità di una cosmologia totale che progetta, oltre la contingenza e sulle rovine degli anni e dei mondi, la storia collettiva di un futuro che fa tesoro di ciò che ricorda”.
“Così questa mostra induce ad esperire un tempo e uno spazio diacronici, attivati all’interno di un intertesto figurale che, più che creare una realtà alternativa al Reale, si propone di fermare, attraverso l’arte, il tempo del mondo. Si tratta della metafora teorica di una weltaschauung superiore che funziona come dispositivo propedeutico alla più vasta ricerca che Adrian Paci svilupperà ben oltre i temi e i confini di “Interregnum””.
Attraverso la sottrazione delle voci e la compressione sonora in un brusio indistinto, Paci accentua la dimensione performativa del lutto e trasforma i corpi in veicoli della memoria collettiva, rivelando come quest’ultima possa essere al tempo stesso esperienza condivisa e strumento di potere.
La produzione di Interregnum espone la posta in gioco nell’attuale interregno globale, dove l’ascesa dei nazionalismi populisti e la portata sempre più ampia del capitalismo cognitivo riaffermano la dislocazione e la manipolazione della memoria esternalizzata in linguaggio, simboli, oggetti tecnici e passati fittizi. Nella sua forma e nell’individuazione di un attaccamento non mediato nella messa in scena della memoria, Interregnum ambisce a ricostruire “i circuiti di trans-individuazione” necessari a una formazione comunitaria significativa.
In questo senso, l’opera non si configura come una semplice riflessione storica sui totalitarismi del Novecento, ma è una finestra vitale per comprendere in modo più ampio la memoria nella società industriale, sia sotto l’ideologia socialista che capitalista, e all’interno della società digitale contemporanea. Per questo l’opera risulta profondamente attuale, capace di interrogare la società contemporanea e i suoi processi di produzione simbolica.
L’ARTISTA
Adrian Paci (nato a Scutari, Albania nel 1969) ha studiato pittura nell’Accademia di Belle Arti di Tirana. Nel 1997 si è spostato a Milano dove vive e lavora. Durante la sua carriera artistica ha avuto mostre personali nelle varie istituzioni internazionali come Cukrarna, Ljubljana (2024), Museum of arts, Haifa (2022); Kunsthalle, Krems (2019); Galleria Nazionale delle Arti, Tirana (2019); Chiostri di Sant’Eustorgio, Milan (2017) Museo Novecento, Firenze ( 2017); MAC, Musée d’Art
Contemporain de Montréal (2014); Padiglione d’Arte Contemporanea – PAC, Milan (2014); Jeu de Paume, Paris (2013); National Gallery of Kosovo, Prishtina (2012); Kunsthaus Zurich, Zurich (2010); Bloomberg Space, London (2010); The Center for Contemporary Art – CCA, Tel Aviv (2009); Museum am Ostwall, Dortmund (2007); MoMA PS1, New York (2006) and Contemporary Arts Museum, Houston (2005).
Tra le varie mostre collettive, i lavori di Adrian Paci sono stati esposti nella 14esima Biennale di Architettura – La Biennale di Venezia (2014); nella 48esima e nella 51esima edizione della Mostra Internazionale – La Biennale di Venezia (rispettivamente nel 1999 e 2005); nella 15esima Biennale di Sydney (2006); nella 15esima Quadriennale di Roma, dove ha vinto il primo premio (2008); nella Biennale de Lyon (2009); e nella quarta i Biennale di Salonicco (2013).
I suoi lavori si trovano in numerose collezioni pubbliche e private come Metropolitan Museum, New York, Museum of Modern Art, New York, Musée d’Art Contemporain de Montréal, Centre Pompidou, Paris, Israel Museum, Jerusalem, MAXXI, Rome, Fundacio Caixa, Barcelona, Moderna Museet, Stockholm, Kunsthaus Zürich, Zurich, Switzerland, UBS Art Collection, London, Museum of Contemporary Art, Miami, New York Public Library, New York, Solomon Guggenheim Foundation, New York, Seattle Art Museum, Seattle.
Adrian Paci insegna pittura e arti visive presso la Nuova Accademia di Belle Arti, NABA, Milano. Ha insegnato materie artistiche nell’Accademia Carrara di Belle Arti, Bergamo, 2002-2006, IUAV, Venezia 2003-2015, EPFL Losanna 2020 – 2021 e ha tenuto lezioni e laboratori d’arte in varie Università, Accademie e Istituzioni artistiche in vari paesi del mondo.
COORDINATE MOSTRA
Titolo: Interregnum
Sede: CIAC (Centro Italiano Arte Contemporanea), ex Chiesa della SS. Trinità in Annunziata – Via Garibaldi 153, Foligno (PG)
Data: 16 febbraio – 16 aprile 2026
A cura di: Italo Tomassoni
Inaugurazione: lunedì 16 febbraio, ore 18
Orari di apertura: dal giovedì alla domenica 10.30-13 / 15.30-18.
Biglietto: Intero € 8,00; Ridotto A € 6,00 (gruppi con più di 15 unità, convenzionati Soci ICOM, FAI e Touring Club Italiano); Ridotto B € 3,00 (bambini e ragazzi da 6 a 18 anni); Gratuito bambini fino a 5 anni, guide turistiche, giornalisti, portatori di handicap e loro accompagnatori. Il biglietto comprende la visita alla collezione permanente al CIAC della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno e all’Ex Chiesa della SS. Trinità, spazio espositivo permanente dell’opera “Calamita Cosmica” di Gino de Dominicis. Possibilità di acquisto online del biglietto su www.ciacfoligno.it
Contatti: tel. 366.6635287 – e-mail: info@ciacfoligno.it – www.ciacfoligno.it – www.calamitacosmica.it
Inaugurata la mostra di Adrian Paci presso l'Ex Chiesa della SS.Annunziata
È stata inaugurata lunedì 16 febbraio presso l’ex chiesa della SS.Annunziata la mostra di Adrian Paci dal titolo Interregnum, visitabile fino al 16 aprile 2026. Di seguito la gallery fotografica dell’inaugurazione.
Presentato il restauro del Martirio di Santa Caterina d’Alessandria
Ieri, presso il Complesso Museale di San Francesco di Trevi, è stato presentato alla presenza del Segretario Generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno dott. Cristiano Antonietti il restauro del Martirio di Santa Caterina d’Alessandria (Ignoto, Scuola romana del XVII secolo), oggi nuovamente fruibile nella Pinacoteca comunale. La Fondazione ha sostenuto con convinzione questo intervento, confermando il proprio impegno nella tutela e valorizzazione del patrimonio storico-artistico del territorio. L’iniziativa si inserisce in un percorso di collaborazione consolidato con il Comune di Trevi – per il quale è intervenuta l’Assessore alla cultura, avv. Isabella Burganti – volto a promuovere progetti di recupero e valorizzazione culturale a beneficio della comunità. L’Ente di Palazzo Cattani rinnova la propria disponibilità a sostenere interventi che restituiscano opere e luoghi alla collettività, nella convinzione che la cultura rappresenti un fattore essenziale di identità e sviluppo per il territorio.
Adrian Paci, Interregnum, 16/2/2026 - 16/4/2026, Ex Chiesa SS. Trinità in Annunziata - Foligno (PG)
Una nuova esposizione promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno è in arrivo a Foligno, presso l’ex Chiesa della SS. Trinità in Annunziata: si tratta di un’iniziativa che indaga il rapporto tra memoria, potere e rappresentazione, interrogando i meccanismi attraverso cui i regimi politici costruiscono e riproducono un immaginario collettivo del passato. La mostra Interregnum dell’artista Adrian Paci inaugura il 16 febbraio e sarà visitabile fino al 16 aprile 2026. Il progetto espositivo sarà accompagnato da un dialogo tra l’artista e Italo Tomassoni, che attraverserà un ampio corpus di lavori realizzati da Paci. La mostra si concentra in particolare su un’opera video del 2017, fulcro del percorso. Attraverso un montaggio di materiali d’archivio e filmati televisivi ufficiali provenienti da diversi paesi e periodi storici – tra cui Albania, Cina, Corea del Nord, Unione Sovietica e Jugoslavia –, Adrian Paci compone una scenografia transnazionale e trans-storica del lutto, centrata sulle cerimonie funebri dei leader comunisti del Novecento.
Nato a Scutari (Albania) nel 1969, Adrian Paci ha vissuto in prima persona le trasformazioni politiche e sociali seguite alla morte di Enver Hoxha e al collasso del regime comunista albanese. Interregnum si inserisce in questa traiettoria biografica e storica, superando tuttavia la dimensione nazionale per affrontare una riflessione più ampia sui dispositivi della memoria collettiva e sul ruolo dei media nella loro costruzione.
L’opera elimina ogni riferimento diretto ai leader defunti. Bare, corpi e simboli del potere sono assenti, lasciando emergere un unico protagonista: il popolo. Le immagini – risalenti al periodo compreso tra gli anni Venti e gli anni Ottanta –, che attestano le manifestazioni di lutto nazionale alla morte dei capi di stato comunisti che rappresentarono la fine di un’epoca, restituiscono una coralità emotiva fatta di gesti ripetuti e posture codificate, che rivelano la tensione tra esperienza individuale e messa in scena collettiva.
“Interregnum” mette in luce l’uso politico della memoria e il ruolo della tecnica nella selezione, conservazione e trasmissione del passato” come evidenzia Richard Bikett nel suo saggio. Il lavoro
dialoga con il pensiero di Antonio Gramsci e Bernard Stiegler, evocando l’“interregno” come uno spazio di sospensione e crisi, in cui il vecchio ordine muore senza che il nuovo sia ancora nato, e in cui la memoria diventa un terreno di confronto tra controllo e possibilità di trasformazione.
Scrive Italo Tomassoni in catalogo “Dietro a quei reperti liturgici spinge infatti una energia primordiale e trasfigurante che dà senso alla vita. Questa energia è la memoria. Che non agisce come replica o nostalgia, ma problematizza i giacimenti dell’archeologia individuale del sapere fino a toccare la circolarità di una cosmologia totale che progetta, oltre la contingenza e sulle rovine degli anni e dei mondi, la storia collettiva di un futuro che fa tesoro di ciò che ricorda”.
“Così questa mostra induce ad esperire un tempo e uno spazio diacronici, attivati all’interno di un intertesto figurale che, più che creare una realtà alternativa al Reale, si propone di fermare, attraverso l’arte, il tempo del mondo. Si tratta della metafora teorica di una weltaschauung superiore che funziona come dispositivo propedeutico alla più vasta ricerca che Adrian Paci svilupperà ben oltre i temi e i confini di “Interregnum””.
Attraverso la sottrazione delle voci e la compressione sonora in un brusio indistinto, Paci accentua la dimensione performativa del lutto e trasforma i corpi in veicoli della memoria collettiva, rivelando come quest’ultima possa essere al tempo stesso esperienza condivisa e strumento di potere.
La produzione di Interregnum espone la posta in gioco nell’attuale interregno globale, dove l’ascesa dei nazionalismi populisti e la portata sempre più ampia del capitalismo cognitivo riaffermano la dislocazione e la manipolazione della memoria esternalizzata in linguaggio, simboli, oggetti tecnici e passati fittizi. Nella sua forma e nell’individuazione di un attaccamento non mediato nella messa in scena della memoria, Interregnum ambisce a ricostruire “i circuiti di trans-individuazione” necessari a una formazione comunitaria significativa.
In questo senso, l’opera non si configura come una semplice riflessione storica sui totalitarismi del Novecento, ma è una finestra vitale per comprendere in modo più ampio la memoria nella società industriale, sia sotto l’ideologia socialista che capitalista, e all’interno della società digitale contemporanea. Per questo l’opera risulta profondamente attuale, capace di interrogare la società contemporanea e i suoi processi di produzione simbolica.
Celebrato il ventennale dell'Ospedale di Foligno
In occasione della cerimonia del ventennale dell’Ospedale di Foligno, che si è tenuta il 28 gennaio scorso presso la sala Alesini del nosocomio cittadino, una parte degli interventi è stata dedicata alla Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno e al suo ruolo centrale ed importante nel potenziamento costante della struttura sanitaria sin dalla sua inaugurazione.
In tale contesto a rappresentare la Fondazione è intervenuta la Presidente, Dott.ssa Monica Sassi, che ha ricordato come vent’anni fa e in relazione alla nuova struttura, la Fondazione compì un intervento considerato allora altamente innovativo: l’introduzione della prima PET/TC dell’Umbria, una tecnologia diagnostica avanzata che, all’epoca, era disponibile solo presso grandi centri altamente specializzati. Tale scelta rappresentò un investimento strategico volto a garantire pari opportunità di accesso alle migliori tecnologie sanitarie, indipendentemente dal contesto territoriale. Una decisione che sancì anche un atto di fiducia nelle potenzialità di crescita dell’ospedale e nelle competenze del suo personale con l’obiettivo di migliorare e incrementare il servizio sanitario.
Naturalmente nel corso degli anni, la Fondazione, con tutte le Governance che si sono succedute, ha proseguito nell’azione di sostegno dell’Ospedale attraverso interventi mirati a rafforzarne la capacità operativa e a migliorare la qualità delle cure. Tra i principali progetti finanziati occorre ricordare: i sistemi di telemedicina, le strumentazioni come la RM risonanza magnetica e mammografo, la Gamma camera, i servizi dedicati quali la psiconcologia e la palestra oncologica, le tecnologie innovative come il software per il servizio IORT, il laser intralase per il reparto di oculistica; un angiografo, un macchinario per eseguire biopsie prastatiche all’avanguardia, senza dimenticare gli importanti interventi durante la pandemia da Covid, come un ecografo per situazioni di emergenza, ventilatori per terapia intensiva e sub intensiva, monitor multi-parametrici, beni consumabili, fino alle più recenti dotazioni, tra cui l’ecografo per l’epatologia e il letto ergometro per la S.C. di cardiologia.
Questi investimenti -ha continuato la Presidente- hanno contribuito a rafforzare il ruolo dell’Ospedale di Foligno come polo sanitario di riferimento regionale e punto di attrazione per competenze e professionalità di alto livello concorrendo alla cura del paziente e nel rispetto delle diverse esigenze emerse dalla Direzione Generale dell’Usl Umbria 2.
La Presidente ha voluto anche ricordare come la Fondazione operi con una finalità chiara: creare le condizioni strutturali e tecnologiche che assicurino ai pazienti diagnosi tempestive, terapie efficaci e percorsi assistenziali di qualità, supportando al contempo gli operatori sanitari mediante strumenti che migliorano il loro lavoro quotidiano. Ogni intervento viene concepito, infatti, come parte di una strategia di lungo periodo orientata al benessere dell’intera comunità.
Infine, e in una logica di prospettiva, sia il DG dell’Usl Umbria 2 che la Presidente Sassi, hanno lasciato intendere che sono attualmente allo studio della Fondazione nuove rilevanti progettualità, con l’obiettivo di proseguire il prezioso percorso di costante innovazione e consolidare ulteriormente il ruolo di eccellenza della struttura di Foligno nel panorama sanitario regionale.
Assegnato il Premio della Bontà 2026







































































